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Cristiano Tomei tras Corteccia en Milán

A Milano c’è posto (e mercato, in teoria) per tutti: non stupisce che dallo scorso autunno sia ripartita la corsa allá novità, con i cuochi già sul territorio a spostarsi o ad allargarsi e chi llegó da fuori a debuttare sulla piazza. Tra question c’è cristiano tomeitoscanissimo di costa, che ha abierto Corteccia, en un luogo polifunzionale (c’è anche un’area per il lavoro in condivisione) al veinte di Corso Europa «con l’emozione di un ragazzo di Viareggio che non vuole cambiare nulla, ma solo divertirsi». Più in centro di così, è quasi impossibile, con vantaggi ma pure storici svantaggi: gli stranieri degli hotel amano recarsi a piedi a esterno ristorante, i milanesi preferiscono the cerchia dei Bastioni and the emergente perferia. Ma il 48enne toscano di rena, típico autodidatta di talento (ha aperto il suo primo ristorante a veintisiete anni, sulla spiaggia, senza alcun passaggio important) non ha la mínima paura, anzi promette che “Milano non sarà più la stessa” quando scoprirà la sua cocina. Sicuramente è abbastanza diversa da quanto si trova su piazza anche se non seguirà quella vena anararchica-insurrezionalista che ne ha fatto un personaggio (anche televisivo) e segue allo stellato Imbuto di Lucca.

platillo estrella

Dal raffinato (e informale) locale di Palazzo Pfanner, cornisa absolutamente diversa da quella milanese: lì il menù non esiste, si sceglie solo il numero di portate e ci si affida a lui. “La cucina è come il jazz: la partitura è fissa, ma l’armonia frutto dell’improvvisazione del musicista” è la visione. Tomei comunque si è portato da casa qualche plato estrella: il celebre Manzo crudo sulla corteccia, i Tortelli all’olio ed erbe, i Pennoni panna e prosciutto, il Fritto misto di terra e mare sul fazzoletto. Poi renderà omaggio allá città dei Navigli con un Riso allá crosta di Parmigiano y brodo di cipolla y zafferano mi caña una Cotoletta de nervios de vitelo. E proverà a trovare una congiunzione toscana tra passato e present, con lo Spaghetto con l’aglione fritto, setacciato con l’estratto di peperoncino fresco y la buonissima’Peschina de Prato firmata da Paolo Sacchetti, elaborado con pasta brioche, crema pasticcera e alchermes. Sarebbe furbo – secondo noi – a spingere sull’ultimo aspetto: Milano ha perso prácticamente absolutamente la tradizione toscana, sino más bien dominando agli anni ’80.

C’è anche il afuera

Es local che pertenece a Fábrica de medios alimentarios (partecipata da AB Normal di Alessandro Borghese) tiene todo el menú en regla per piacere allá Milano dei foodies: colori caldi (arancione, ocra e browne in prevalenza), sale e salette (en conjunto una settantina di coperti), il privè con il gran ritratto di Tomei, arredi prevalentemente anni ’70, montaje moderno y bancone regolamentare per i cocktail (anche en maridaje, ovvio). Nella hermosa stagione, ci saranno quince posti nel exterior. Visto l’affollarsi di insegne nel centro, quella di Tomei è una sfida interessante. “La cultura di una città va assorbita: l’ho già fatto a Venezia da Bauer, che riaprirà tra un paio d’anni. E con los stesso spirito sono qui a Milano. Pronto anche a rimettere la zuppiera al centro de ella tavola, come in family” sottolinea. Mi caña nell’ostentata sicurezza, si è portato la coperta di Linus: l’olio e le primizie de ella sua azienda agricola per far contenti tutti, vegetariani in primis. «Ho fatto llega un camión carico di verdure ed erbe selvatiche: l’inverno caldo ha fatto sbocciare una foresta di pimpinella, tarassaco, acetosella. Fanno una parte del mio Dna”. Siamo curiosi di valutare Corteccia a regimen, molto curiosi.

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