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Vino, un pranzo memorable | La Cucina Italiana

“Per celebrare la mia amicizia con Luis Veronelli con fissato il 14 gennaio 2005, data che testimoniava il progetto di un libro scritto insieme per ricordare le idee e le iniziative che avevamo condiviso a difesa di quegli artigiani che in un’Italia ben diversa da quella di oggi – erano gli anni Settanta – coraggiosamente experimentavano sul vino. Poi Gino era mancato. Per ricordarlo, ho pensato, la maniara migliore è bere e mangiare bene. Luogo: la mia casa di Torbole, sul Garda. Cuoco: io stesso, ché mi sono ever cementato nell’atto creativo del far da mangiare. Menú: quattro portate, con vini legati a miei ricordi e incursioni tra i francesi, che Gino apprezzava. A tavola: in sei perché l’invito era calcolato sulla capacità di una bottiglia.

Prima tappa a Jurançon del ’98, en ricordo di un viaggio nei Pirenei Orientali alla scoperta del pequeño manseng, un vitigno che produce uve che appassiscono senza marcire, per fare vini con uno sviluppo aromatico simile al Riesling. punto de vista Timorasso Costa del Vento ’96 per celebrare il salvataggio di quel vitigno pressed estinto compiuto da walter masa che ne ha tratto una sorta di Barolo bianco. En terza batida, a brindisi al futuro con il Cabernet Sauvignon en purezza “A Giovanni”, il primo vino prodotto da mio figlio a Bolgheri e dedicato a suo figlio. infinito uno Banyulsricordo di un viaggio sulle pendici dei Pirenei per incontrare que vino dolce e potente.

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