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Ischia, l’isola verde che regala emozioni a tavola

“Quando torno a Isquia non le chiedo più di sapere altro. Faccio un altro gioco: e lei, mia fattucchiera, mi obbedisce. Le basta di mostrare un solo balcone scrostato e arrugginito, una barca a remi di faggio, una lampara che ondeggia da lampione ubriaco: al resto penso io che sono visionario e perciò scrivo". Erri DeLuca, grande scrittore innamorato dell’isola più grande delle Flegree, da un lato non ha torto: l’immutabilità di Ischia, il piacere dell’antico fa parte del suo fascino. Ma dall’altro, afortunadamente, la sua crescita dal punto di vista enogastronomico renders felici i gourmet Che ora possono scegliere fra trattorie ancorate firmemente alla tradizione, stellati con tante idee e locali emergenti che hanno voglia di raccontare una storia diversa. Niente a che vedere con Capri che spesso viene citata come metro di paragone.

Orgoglio ischitano

Vero che Capri e Ischia distano 17 miglia marineappena un’ora di navigazione, ma hanno in comune solo il fatto di essere isole e di trovarsi in Campania.
Capri ha una storia antichissima di turismo, vanta alberghi e ristoranti da semper in prima fila, è per sua natura in copertina con i vantaggi e gli svantaggi che comporta.
Ischia è più tranquilla – molto amata dall’alta società di Napoli – e conserva una natura agricola, un entroterra in parte selvaggio e piccoli paesini in cui le case, al posto dei giardini, hanno ancora gli orti con i pomodori. Gli ischitani sono orgogliosi della loro appartenenza, della propria storia e delle proprie radici. Tanto da coltivare, non facilmente, i vigneti da cui si ricavano i bianchi Biancolella, Forastera, Larilla and San Lunario oltre ai rossi Per’ e Palummo, la Guarnaccia e il Cannamelu. Ischia ha anche una sua Doc, una base di Biancolella, Forastero y un 10% di uve a piacere. La cantina meritevoli di una visita, con degustazione, sono Antonio Mazzella, Cenatiempo, Casa D’Ambra, La Pietra di Tommasone y Crateca.

Ora e sempre coniglio

Cosa si mangia a Ischia? Innanzitutto él Coniglio all’ischitana, realizado con il coniglio da fossa che è un presidio Slow Food. La ricetta prevede di cuocere il coniglio a pezzi in un coccio con aglio, olio di oliva, sale, peperoncino, vino bianco, pomodorini ed erbe fresche. Con il sugo, per la cronaca, ci si condiscono i bucatini. En general, es una rielaborazione dei piatti tipici napoletani en base ai prodotti locali y dando una nota importante de la cocina marinara: alici, polpo, totano, calamaro, scorfani, cozze, vongole, astice che finiscono pesso con la pasta. Imperdible el Paranza ossia i piccoli pesciolini pescati nel golfo, da cucinare fritti. Di livello è la pasticceria, anche in questo caso legata alla tradizione napoletana. In ogni caso, seguendo i nostri consigli sui locali, troverete l’anima (non solo verde) di Ischia.

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