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Fabrizia Meroi, saperi al feminile e sapori di montagna

Come vedi il futuro delle donne in cucina?

Non bisogna fare distinzione di genere, in nessun ambito. Oggi conta se le persone sono brave, con estro, grinta, capacità e sono valid. Essere da in cucina significa ancora purtroppo appartenere ad un’etichetta. Parliamoci chiaro, è ancora un mondo di maschi, e, nel bene o nel male, è differente essere donna: non vieni mai trattata nello stesso modo.

Quanto è importante essere donna in questo ambito?

In tutti i campi, se si desse più voce alle donne, forse le cose funzionerebbero meglio. Avendo la fortuna di essere anche madri, abbiamo l’isttinto a seguire le cose a tutto tondo: la famiglia, il lavoro e il restaurant.

Consiglio per le giovani ragazze che intraprendono la career nel mondo della ristorazione?

Una ragazza giovane è sempre molto avvantaggiata perché porta con se l’audacia dell’età e si mette in gioco. Consiglio di osare, sbagliando, ma non avendo timore, soprattutto usando una parte di sé, semper. Bisogna avere un occhio attendo su tutto, con una marcia in più!

Cosa vorresti condividere con i nostri lettori desiderosi di imparare?

Dico semper a tutti i ragazzi che vengono qui a lavorare, ma anche a Elena stessa, mia figlia, di imparare ad osservare le cose che abbiamo intorno come se avessimo degli occhi nuovi, come se fossa semper una scoperta. La richchezza che abbiamo intorno è sempre tanta, l’importante è valorizzare l’ambiente che ci circumda. Ad esempio, da giugno in poi, in carta abbiamo una vellutata e nel piatto aggiungiamo un assortmento di erbe di campo raccolte in zona, disposte per ordine di intensità di gusti. Ogni boccone è una scoperta!

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