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Design e cibo: el arte del arroz segundero Alice Etro

Armeggia a piedi nudi, sistema con cura dei rametti di salicornia alicia etropronto disponible en un risotto al limone, con una ordina creativa que li fa sembrare a piccola foresta in a mare di chicchi candidi, intervallati dal tocco nero del caviale, perché “si mangia prima con gli occhi, no?”.
Un gesto minuteuzioso e insieme artistico che dice molto della director creativo de Westwing Italia, líder europeo en la venta online de complementos para el hogar. Da una parte tradisce il dna di famiglia di Alice (il padre è Kean Etro, direttore creativo della collezione uomo di una delle più longeve case di moda italiane), dall’altra gli anni trascorsi alla scuola tedesca di Milano.

imagen del artículoAlice Etro: il mio menù, vegetal, di primavera

Il polpettone vegetariano e il plumcake vegano senza latticini: the ricette di Alice Etro ei consigli per apparecchiare e serve with stile due grandi classici di casa

La sua bella casa è nel cuore di Milanoa due passi da Brera, in un appartamento che Alice condivide con un cane, un gatto, molti uccellini che volano sui bambù in terrazzo, e soprattutto con il fidanzato Michele Cazzaniga. Él, ci spiega, oltre preparó una carbonara “da sogno”, la apoyó y “sopporta”. Si sposeranno a breve. Le nozze, nell’intenzione, avranno un che di fatato. «¿El ideal? Sarebbe celebra en un bosco”. E proprio un erbario fantastico è il filo rosso che lega tutta la tavola: stampato sui piatti e sui tovaglioli, en pendant “Ho apparecchiato pensando en un insieme floreale con un tocco vintage. La base è una tovaglia neutral, di lino beige che richiama altri angoli della casa, come il divano, nella stessa matiz. I fiori mi piacciono morbidi e spontanei, raccolti in più punti. Infine c’è il tocco contemporaneo delle posate dorate”. La tavola è arredata anche con tanti ricordi personali: il cestino del pane in argento di nonna Ghighi, per esempio, “che mi ha iniziato alla tavola e alla cucina. E che preparó una torta di cioccolato e pere squisita, con una pasta frolla sottilissima che compone quasi per magia”. Sale e pepe hanno le sembianze di una coppia di cortigiani cinesi, en pregiata porcellana.

imagen del artículoLa bellezza della tavola: Alice Etro

Nuovo e vissuto si intrecciano con naturalezza, grazie al gusto cosmopolita e un po’ hippy della padrona di casa. “L’importante”, spiega, “è creare armonia, una bella atmósfera che à la base dell’accoglienza, insieme all’informalità. I miei ospiti partecipano alle preparazioni, girano per la cucina. La prima cosa che faccio è mettere loro in mano un chalice di bollicine. Poi porgo delle pantofole, mentre io, calorosa anche in inverno, giro scalza. Amo viziarli e viziare me stessa. Il miglior complemento per me è sentimi dire che si sentono a casa”. Le luci sono complici silenziose del tempio domestico, simboleggiato anche da un voliera-décor all’ingresso, che ricorda nella formó un luogo di meditazione. Amo le candele, adesso piacciono ritorte e in colori pastello. Poi ci sono la lámpara de pie di design, adoro la irónica scimmiette di Seletti o la intramontable Arco di Flos. La prima volta che Michele mi ha invitato a casa sua ho scoperto che ne aveva una anche lui: siamo anime gemelle, ho pensato (ride, ndr)”. En mesa llegó también un plumcake vegano precedido de un polpettone vegetariano. “L’ho assaggiato anni fa en una trattoria de Liguria. Morbido e saporito, con fagiolini e maggiorana, ha un gusto confortevole. Lo servo in monoporzioni, decorato con fiori edibili e ortaggi di stagione”. Da brava millennial, la spsa la fa online. “Michele e io abbiamo la lista condivisa su whatsapp. Mi piacciono le piccole botteghe di prossimità, il fruttivendolo, la pescheria. Di tanto in tanto mi faccio mandare il pesce da mio zio, che ha un fornitore in Sicilia. Il cibo è un tema ético: mio fratello, per esempio, a diciannove anni, non mangia carne se non da animali allevati in libertà e di cui conosce la provenienza. Lo stesso fa Michele, che la acquista insieme a un amico in Trentino”. E apparecchiare? “È un piacere condiviso equamente da uomini e donne”, concluye Alice. “In fondo, il bello è in ogni cosa. E arredare non è più questione di status, ma di amore verso sé stessi, a qualsiasi età”.

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