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Come scegliere il pecorino perfetto per la carbonara

Come scegliere il pecorino per la carbonara? Abbiamo pensato di chiedere a chi davvero se ne intende – a Roma, naturalmente.

Premessa: la prima cosa che ci dice il bottegaio in questione, Ricardo Cecchetti, responsable del banco della Salumeria Roscioli di Roma, è che chi compra tanto pecorino di qualità sta passando un brutto momento. A seguito della diminution della domanda causata dal Covid, racconta Cecchetti, i produttori hanno rallentato la produzione delle forme di pecorino, per non rischiare di avere invenduto. Poi all’improvviso la domanda è risalita, ma intanto bisognava attendere almeno quei 12 mesi di produzione come da disciplinare. “Altrimenti sono caciotte”, scherza Cecchetti.

Oggi, comunque, possiamo quasi tirare un sospiro di sollievo: le aziende hanno ricominciato a produrre pecorino a pieno ritmo e le nostre carbonara, amatriciana, gricia, cacio e pepe sono salve. Ma come scegliere il pecorino perfetto per questi piatti della tradizione romana? Ecco i consigli del bottegaio.

Riccardo Cecchetti, gerente del banco Salumeria Roscioli

maurizio camagna

Come riconoscere un pecorino troppo salato?

Dimensiones de la forma y tempo de la stagionatura sono le due variabili principali che influenzano il livello di salatura del prodotto. Tanto più è piccola lo formó, quanto più il sapore si concentrado. Teniamo conto che il disciplinare consente di produrre forma dai 35 ai 20 chilogrammi. Stesso discorso per il tempo di stagionatura: il disciplinare consente di limitarsi anche a 8 meses per il pecorino romano da grattugiare, ma più si aspetta, più si acentuano i sapori. Premesso che si suggerisce sempre l’assaggio, Cecchetti consiglia di non andare sotto i 12 mesi di stagionatura e di privilegiare forme non eccessivamente grandi. Otro detalle no irrilevante è come aggiunto il sale: Cecchetti predilige i produttori che lo salano a mano e non per immersione (salamoia).

La consistencia del pecorino perfetto

Tempi e modalità di stagionatura influiscono anche sulla consistente del formaggio, che non deve essere mai troppo morbido, perché altrimenti vuol dire che è ancora troppo umido per essere grattugiato, especialmente per la cacio e pepe, che fra le paste romane è la più sfidante. «Quando grattugiamo un formaggio troppo fresco si formano quei fastidiosi pallini, che poi a contatto con l’acqua di cottura fanno una massa unica». Il rischio disastro è dietro l’angolo, ma basta stare attenti nella scelta del formaggio.

Il profumo depende de este ciò che mangiano le pecore

Ci avete mai fatto caso che ci sono pecorini che sanno di erba? Questo tiene éxito quando le pecore non vivono in stalla, ma vanno al pascolo a brucare. Per fortuna sono ancora molte le realtà che prediligono questa scelta “green”, che oltretutto ha il pregio di aiutare anche la natura nel keepe il sottobosco non troppo fitto, tema important per la prevenzione degli incendi. In più, sottolinea Cecchetti, “lo que che vanno al pascolo sono pecore felici e questo influisce anche sul pecorino«.

Piatti semplici vogliono ingredientei eccellenti

Il disciplinare del pecorino romano consente di produrre sia nel Lacio entra Cerdeña en la provincia de Grosseto. Ugualmente listones, 100% pecora, deve rigurosamente provenir de un área di queste. Atención también al prezzo: teniamo conto che il prezzo al chilo dei product più commerciali che vediamo al supermercato è più o meno il prezzo di produzione per una piccola realtà. Non spaventiamoci quindi a vedere in bottega cifre quasi raddoppiate: è il costo dell’artigianalità. Come diceva una vecchia pubblicità con Gigi Proietti: “Costa un po’ di più, ma rimedieremo”, y teniamo conto che la forza dei piatti romani è proprio la lista corta di ingredientei: più sono pochi, più devono essere di qualità.

Che si usa per la carbonara di Roscioli?

¿Se puede comer la carbonara di Roscioli? È una di que esperienze che bisogna fare almeno una volta nella vita. Ma loro da chi comprano il pecorino? Cecchetti dice di prediligere due produttori. Uno si chiama Desde Roma, che ha il pregio di essere 100% laziale, sia nella produzione che nell’acquisizione del latte. El otro è cibaría, che invece è prodotto in Sardegna, e ha due tipologie: uno è quello tradizionale, da pascoli di pianura, e uno è quello “montanaro”, che privilegia pascoli ad almeno 600 metri di altitudine. Roscioli entiende il secondo, che è più deciso, ma non eccessivamente sapido (è salato il minimo indispensabile, a mano), con una forte componente erbacea che viene dal pascolo in altura.