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Campeonato Mundial de Cuscús 2022: Italia vence a tutti

He miglior cous cous world di questa venticinquesima edizione della ormai classica Cous Cous Fest de San Vito Lo Capo è la “panzanella de oriente medio”: un cous cous freddo con gambero e gazpacho “giocato sulla freschezza e sui contrasti sottili di sapore”, ha detto Pierpaolo Ferracuti, cuoco per tradizione familiare e per vocazione, titolare di Retroscena a Porto San Giorgio. Ha surclassato Francia, Costa d’Avorio, Tunisia, Marocco, Palestina e, attraversando l’Atlantico, Argentina e Brasile, le altre sette nazioni in gara.

Ma la scelta non è stata easy. Fin dall’inizio, leggendo i titoli divertenti o ispirati delle ricette, mi ero chiesta se avrei accordato il voto più alto al “Cuscús querida Coco”, presentación de Francia; al tunecino”Borde Passione senza”, con uova di quaglia e tartufi; todos «Costilla”, gioco di parole tra coscous e pastilla, l’altro emblema della cucina marocchina; o magari audacia”cous cous patagónico”, de la cuoca argentina Lola Macaroff. E poi, ancora la intrigante”Él cous cous no tiene un color”, presentado por Costa d’Avorio.

Me lo chiedevo come esercizio retorico mentre navigavo mentalmente le migliaia di miglia che separano il Bacino del Mediterraneo dalla Costa Atlantica, uniti dal rito del cous cous. Semola di grano duro, lavorata tra le mani, cotta al vapore nella cuscúsieral’antica pentola di coccio, pronta ad accogliere qualsiasi ingrediente che la fortuna consenta di mettere in tavola, disposta nel piatto comune da cui attingere, ritualmente, con le tre dita della mano destra.

Un piatto con una storia mediterranea millenaria, diventato di casa in Sicilia attraverso i contatti con il Nord Africa, tanto che a Trápania cincuenta kilometri da San Vito Lo Capo, si chiama “cuscúsú” e ha una sua ricetta tipica col brodo di pesce. Eppure per molti di noi, venticinque anni fa, alle prime batte di questo festival, il cous cous era pressoché sconosciuto.

Ma, da scoprire, c’era molto di più di un piatto. Será una clamorosa spiaggia a mezzaluna di sabbia bianca, delimitata dalla riserva naturale di pini e lentischi del Monte Monaco; c’era il paese lindo e accogliente; c’era il sindaco emozionato che accoglieva gli ospiti; sera un giovane e semisconosciuto Filippo La Mantia che lo preparó suo cous cous en un piccolo local nel centro del paese.

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